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Elettrostimolazione perché non scartarla

Elettrostimolazione

Quando usare l’elettrostimolazione e quali risultati si hanno?

Per rispondere a questa domanda dobbiamo innanzitutto capire come funzionano i nostri muscoli.

Muscoli ed elettrostimolazione

I muscoli a cui facciamo riferimento sono ovviamente i muscoli scheletrici.

Il muscolo è costituito da fibre muscolari e ciascuna di esse è composta da miofibrille che corrispondono alle unità contrattili dei muscoli.

Durante uno sforzo muscolare le fibre entrano in azione, quindi il muscolo si accorcia creando una contrazione muscolare, un avvicinamento delle due estremità generando così un movimento.

A sua volta la contrazione muscolare è generata da uno stimolo elettrico, stimolo che generalmente giunge dal nervo motore, partendo dal midollo spinale.

Comprendiamo quindi come lo stimolo elettrico giochi il ruolo principale nella contrazione muscolare, e questo ci aiuta a comprendere meglio il funzionamento di un elettrostimolatore e la sua utilità.

Elettrostimolazione

A questo punto è chiaro come lo stesso processo possa essere realizzato con impulsi elettrici generati esternamente per mezzo di un apparecchio biomedicale.

Infatti quando parliamo di elettrostimolazione ci riferiamo al processo che si innesca quando induciamo un muscolo a contrarsi, mantenendolo in questo modo attivo e in forma nonostante, forse a causa di un infortunio o di un’altra patologia, non sia possibile mantenerlo attivo in modo naturale.

Elettrostimolazione perché non scartarla

Da quanto detto, è chiaro che l’ambito di utilizzo principale di un elettrostimolatore è certamente nelle operazioni di riabilitazione.

Dopo periodi di immobilizzazione, con conseguente perdita di massa muscolare, grazie all’elettrostimolazione è possibile recuperare in tempi rapidi il tono muscolare consentendo un veloce ritorno alle normali attività.

Inoltre grazie all’effetto drenante generato dalla contrazione muscolare è possibile usare l’elettrostimolazione in ambito estetico, ad esempio nel combattere la cellulite.

Non per ultimo, la stimolazione elettrica, è un efficace complemento nella preparazione atletica.

Grazie alla possibilità di modulare la contrazione muscolare mediante stimolo elettrico è possibile utilizzarlo per ottenere sia un aumento di potenza della fibra muscolare che nella fase di defaticamento muscolare al termine dello sforzo. Chiaramente l’utilizzo a tale scopo richiede un’adeguata conoscenza e apparecchiature dotate di programmi adatti onde evitare di procurare danni muscolari da eccessiva stimolazione.

Controindicazioni

Chiaramente esistono anche alcune controindicazioni all’utilizzo dell’elettrostimolatore che è bene sapere.

Ad esempio le persone portatrici di pace maker, affette da epilessia o tumori, le donne in gravidanza così come coloro che hanno ferite aperte non debbono sottoporsi a trattamenti elettroterapici.

Con questo articolo, noi di Carfea Italia, abbiamo cercato di fare maggior chiarezza su questo argomento, ricordandovi comunque che le informazioni riportate non sono consigli medici.

I contenuti hanno il solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere di un medico.

Se però desiderate altre informazioni il nostro staff di professionisti è a vostra completa disposizione per ogni eventuale chiarimento.

Lo staff di Carfea Italia

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