DEFINIZIONE

La gonalgia è un disturbo muscolo-scheletrico molto comune (più del 20% della popolazione adulta), soprattutto tra gli sportivi e coloro che svolgono una vita particolarmente attiva. Tra le articolazioni del corpo umano, il ginocchio è forse quella che più frequentemente è coinvolta in eventi traumatici sportivi (più comune in pazienti giovani), lavorativi, incidenti della strada e che altrettanto frequentemente è sede di patologia degenerativa artrosica (più comune in pazienti anziani).

Nella maggior parte dei casi, è necessario escludere che vi siano difetti o patologie delle strutture articolari (in genere la cartilagine), a provocare la comparsa del dolore persistente.

Ginocchio visto di lato

Gonalgia ginocchio visto di latoGonalgia ginocchio visto dall'alto

 

TIPOLOGIE

La causa principale della patologia è connessa ai nervi sensitivi di ginocchio, anca, caviglie e cosce, che spesso si infiammano, causando un forte disagio.

Tra gli eventi scatenanti, vi sono: distorsione dei legamenti (42%), lesione dei menischi (9%), frattura delle ossa del ginocchio, lussazione del ginocchio, tendiniti, borsite del ginocchio, cisti di Baker, artrosi (34%), artrite reumatoide, condropatia rotulea, gotta (2%), artrite settica, freddo, postura scorretta, inattività, obesità, sport che mettono sotto sforzo il ginocchio, malformazioni.

Può esserci una predisposizione ad un atteggiamento posturale alterato, che nel tempo potrà determinare disagio alle ginocchia (gonalgia). Nella maggior pare dei casi, si presenta con infiammazione del  tendine rotuleo, tendino-borsite della zampa d’oca, infiammazione della banderella ileo-tibiale o, nei casi più evoluti, con lesioni meniscali o artrosi.

Se non si identifica una causa certa, si può pensare ad una causa posturale che ha origine da un trauma avvenuto in tutt’altra zona del corpo.

SINTOMI, DIAGNOSI, TERAPIA

La gonalgia si manifesta attraverso un forte dolore al ginocchio che può essere acuto (quando è presente una lesione semplice o un’infezione) o cronico (quando è presente una lesione grave o un’infezione). Spesso è accompagnato da gonfiore e dalla formazione di ematomi (quando si accumula del liquido nel ginocchio). Altri sintomi associati sono: deformazione al ginocchio, debolezza, difficoltà nei movimenti, fino al blocco articolare, scricchiolii, difficoltà a sorreggere il peso corporeo, febbre (se la causa è un’infezione).

La diagnosi è inizialmente anamnestico-clinica: un’anamnesi ed un esame clinico precisi ed accurati, indirizzano un adeguato esame strumentale. Sempre opportuno eseguire una radiografia, in caso di traumi o distorsioni e nel sospetto di patologia artrosica o rotulea. Utile un’ecografia (significativa soprattutto nelle lesioni tendinee) o una TAC (esame più utile per studiare le caratteristiche delle fratture intra-articolari e per pianificare la riduzione e l’osteosintesi). Di prima scelta per esaminare tessuti molli, menischi e legamenti (ma anche versamenti, contusioni ossee e difetti osteocondrali), è la RMN.

Per quanto riguarda la terapia, il primo obiettivo sarà quello di combattere l’infiammazione e il primo rimedio utile risulta essere il riposo. Nella maggior parte dei casi, il trattamento è di tipo conservativo e consiste in: utilizzo di farmaci analgesici, iniezioni intra-articolari (cortisone o acido ialuronico), infiltrazioni con PRP (concentrato piastrinico autologo), terapie fisiche (TENS, ultrasuoni, tecar, laser, magnetoterapia), fisioterapia (completa il trattamento conservativo, ma può essere essenziale anche nella preparazione all’intervento e nel recupero post-chirurgico). In presenza di patologia artrosica avanzata, si potrà rendere necessaria la chirurgia (sostituzione articolare protesica monocompartimentale e/o totale, osteotomie, ecc.).

IMPORTANZA DELLE TERAPIE FISICHE

 EFFETTI DELLA T.E.N.S. (Stimolazione Elettrica NervosaTranscutanea)

Con l’utilizzo della T.E.N.S. nel trattamento della gonalgia, si ottiene netta riduzione del dolore (azione locale diretta sulle fibre dolorifiche e stimolazione della produzione endogena di endorfine e catecolamine). Ripetendo le applicazioni, si migliora la microcircolazione  a livello dei tessuti  infiammati (tendini e muscolatura), ripristinando la funzionalità delle cellule sofferenti. Nello stesso tempo, si riduce la contrattura muscolare periarticolare, alleviando la stato di tensione sul ginocchio.

EFFETTI DELLA IONOFORESI

Utile anche la Ionoforesi, che permette di veicolare un farmaco (purchè dotato di polarità) attraverso la pelle, nella zona interessata dal processo infiammatorio doloroso, sfruttando una stimolazione elettrica. Si concentra in tal modo l’effetto antinfiammatorio nella zona in cui necessita, senza una diffusione sistemica del medicamento.

Nella Ionoforesi, è il farmaco ad avere effetto curativo, non la stimolazione elettrica.

EFFETTI DELLA MAGNETOTERAPIA

L’utilizzo della Magnetoterapia è di grandissimo aiuto, soprattutto nella risoluzione del processo infiammatorio che sta alla base del mantenimento/aggravamento della patologia del ginocchio. L’effetto principale è quello di indurre una rapida scomparsa della sintomatologia dolorosa e, con applicazioni ripetute nel tempo, favorire la riattivazione del microcircolo locale (apporto di ossigeno, necessario per la corretta funzione cellulare, ed eliminazione rapida delle sostanze ad azione pro-infiammatoria, prodotte dalle cellule tissutali sofferenti). Si risolve in tal modo l’infiammazione, con conseguente miglioramento, otre che della sintomatologia, anche della funzionalità articolare, tanto più significativo quanto più viene associata un’adeguata riabilitazione fisioterapica/posturale.

EFFETTI DELLA TERAPIA CON ULTRASUONI

L’effetto analgesico degli ultrasuoni, è dovuto all’azione del calore.

Tale metodica inoltre,  migliora la funzionalità  cellulare , agevola la riparazione dei danni ed accelera la risoluzione dei processi infiammatori.

Va peraltro ricordato che gli ultrasuoni non sono utilizzabili nelle forme infiammatorie acute, in presenza di ematomi, oppure in caso di osteoporosi.

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